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La GIOIA del FARE

Domenica 5 ottobre è stata una bellissima giornata autunnale dove mi sono trovata coinvolta piacevolmente in una festa organizzata da Associazione d’Idee in una casa di campagna circondata da un enorme giardino dove i colori dell’autunno hanno fatto da cornice. Sono stata fra le prime ad arrivare sul posto e ho notato che si respirava un’aria di festa. I tavoli e le sedie per una settantina di persone erano già stati posizionati nel giardino. E’ stato organizzato un pranzo dall’Associazione e i ragazzi/e del laboratorio “Le chiavi delle idee” che si trovavano già da molti anni a fare dei percorsi di autonomia, dovevano preparare i piatti e servire a tavola ai loro genitori e amici presenti con la supervisione degli instancabili educatori/educatrici.

All’arrivo del pulmino che ha portato i ragazzi sul posto, ho notato subito il loro entusiasmo, c’era chi alzando le braccia canticchiava “siamo grandi”, altri che correvano dagli educatori abbracciandoli e cercando una parola di incoraggiamento per iniziare il loro lavoro.

Tutti conoscevano già le mansioni che avrebbero dovuto svolgere, ma era stato preparato loro un cartellone come pro-memoria, ed è stato affisso in una stanza dove lavoravano, è stato consegnato un grembiule da cucina ad ognuno. Ho notato che i ragazzi si aiutavano a vicenda ad annodarselo, si guardavano l’un l’altro come per caricarsi di energia positiva dicendo fra loro “faremo un figurone”.

Ho osservato fra i ragazzi che alcuni sotto questo entusiasmo nascondevano un po’ di timore, nervosismo, lecito in queste situazioni. Alcuni camminavano avanti e indietro, altri rimanevano seduti; la presenza degli educatori, che ad ogni ragazzo/a davano risposte rassicuranti e condividevano le loro manifestazioni sia di gioia che di timore, ha fatto si che la cosa man mano è entrata nel vivo della giornata.

Il gruppo si era diviso in due parti: uno addetto all’apparecchiatura dei tavoli che erano stati allestiti con materiale preparato in precedenza da loro nei laboratori: colori e arte insieme si mescolavano come in un piacevole quadretto, l’attenzione che mettevano i ragazzi nel disporre i bicchieri e le posate ad uguale distanza era ammirevole, sentivano la responsabilità che gli era stata assegnata.

L’altro gruppo era addetto alla disposizione nel piatto degli antipasti, in cucina sopra un grande tavolone erano stati posizionati i piatti e ogni ragazzo/a doveva mettere una porzione di antipasto diversa per completare il piatto. Ho notato che con dovizia e attenzione appoggiavano l’alimento come da suggerimento e nessuno si è sbagliato, erano soddisfatti, nei loro volti si vedeva la gioia del fare, guardavano gli educatori con lo sguardo cercando un’approvazione che gli veniva restituita.

Come in ogni ristorante il personale mangia prima dell’arrivo del pubblico e così è stato anche per loro. Con appetito hanno mangiato il loro pranzo, non si sentiva volare una mosca, alla fine con un grande applauso si sono caricati di energia ed erano pronti per accogliere i loro genitori. Man mano arrivavano gli ospiti venivano accolti e accompagnati ai tavoli dagli stessi ragazzi.

Dopo un grande applauso che i ragazzi e gli educatori hanno fatto a sé stessi è arrivato il momento di cominciare. Ogni ragazzo aveva un tavolo da servire e hanno iniziato portando le bevande, poi gli antipasti e così di seguito. Tra una portata e l’altra dopo un applauso di incoraggiamento fra di loro, gli addetti alla sparecchiatura hanno svolto con attenzione il loro compito, gli altri in attesa si riposavano, tutto questo sempre sotto l’occhio vigile degli educatori che vedevo soddisfatti.

Una cosa che ho notato in modo evidente è che inizialmente i ragazzi (forse perché avevano paura di sbagliare)erano un po’ timorosi, poi man mano passava il tempo servivano a tavola sicuri, con disinvoltura, senza smarrimento e vedevo la gioia nei loro volti, immagino quello che provavano nel poter fare mostrando a se stessi e ai loro genitori le “capacità della normalità”.

La giornata si è conclusa con un po’ di musica e tanta emozione , ogni ragazzo con il microfono in mano ha avuto il coraggio di parlare davanti a tutti e ringraziare la stessa Associazione per l’opportunità che gli era stata data. Queste occasioni secondo me sono anche un’opportunità di fiducia che viene data ai ragazzi, ma soprattutto è un messaggio positivo per i genitori.

Ringrazio le colleghe/ghi che mi hanno permesso di trascorrere una giornata emozionante e divertente in loro compagnia e a tutti i ragazzi che hanno lavorato attivamente per la bella riuscita di questa festa vanno i miei complimenti.

di
Tatiana Vitali


Per informazioni dell'attività contattare: info@associazioneidee.net

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